giovedì 4 ottobre 2012
Summer University
Ontopsychology
A REVIEW OF THE THEORIES OF KNOWLEDGE IN HISTORY
Key point according to Antonio Meneghetti
sabato 13 agosto 2011
ANTONIO MENEGHETTI: MA CHE DEMONIO DENTRO DI TE?! SOLO OSSESSIONI MENTALI
Nel romanzo di Raymond Radiguet 'Il diavolo in corpo', quando il protagonista, quindicenne, sicuro della sua espulsione dal collegio (com'è esattamente avvenuto per l'autore) si presenta al padre reoconfesso delle proprie negligenze e delle proprie dissolutezze, il padre gli risponde:"T'ho sempre lasciato agire come volevi: continua. Senza dubbio farai in modo che non abbia a pentirmi di ciò". Era il 1920: quanti figli del sessantotto hanno ricevuto questa educazione? Ispirato da questa “visione”, anche il regista italiano Marco Bellocchio, nel 1986, ha trasposto in versione filmica il romanzo scritto in Francia quasi settant'anni prima, tentando di attualizzare la storia contestualizzandola tra i vizi privati e le schizofrenie senza tempo che hanno caratterizzato nel nostro Paese anche gli anni di piombo. Nella versione-Bellocchio, la protagonista è promessa sposa proprio di quel militante che è accusato di averle uccide il padre. Ma è con uno studente molto più giovane di lei, insieme al quale assiste al relativo processo, che si abbandonerà alla passione più sfrenata, dopo aver assistito entrambi ai tentativi di suicidio di una ragazza, palesemente pazza, che minaccia di gettarsi dal tetto di un palazzo... Altro che demonio dentro di te...! Alla luce della cinelogia - strumento di analisi messo a punto da Antonio Meneghetti fondatore dell'Ontopsicologia - in questo film si evidenzia una catena continua di schizofrenia, alienità e ossessioni mentali. Mostro e demonio non ce ne sono. Solo tanta malattia mascherata ad arte.
sabato 16 aprile 2011
Settarismo occulto e Ontopsicologia
giovedì 3 febbraio 2011
Metodo cartesiano e Ontopsicologia
Bisogna però osservare che, per quanto riguarda tutte le scienze matematiche e fisiche, è facile avere il criterio di riscontro, perché a documentare la conoscenza dell’uomo è l’oggetto (fin dove l’uomo riesce ad arrivare). Ma quando si tratta di filosofia, di psicologia, di sociologia, cioè di tutta la vasta gamma delle scienze umanistiche, che cosa garantisce il criterio di esattezza scientifico?
A tal proposito, nel libro “Nova Fronda Virescit. Introduzione all’Ontopsicologia per i giovani” il prof. Meneghetti scrive (nel cap. 1): “In tutta la problematica inerente la psicologia in genere, dov’è il punto di errore? Questo errore c’è, perché tutti ne abbiamo evidenza, sia nella vita individuale come nella vita sociale. La ricerca è affannosa, continua e manca di riscontro: più è grande questo errore, più è forte la sete di ricercare con esattezza scientifica. L’errore di fondo di tutta la psicologia e ricerca umanistica consiste nella mancanza di esattezza di coscienza. Quasi tutti gli esseri umani quando giudicano, quando confrontano, quando rilevano, hanno una coscienza non corrispondente al fatto esistenziale. Come si può fare scienza se la coscienza non risponde in modo adeguato al reale?”
mercoledì 6 ottobre 2010
La vita come autoctisi storica
progettante, forma e formalizzante. Ciascun uomo reca dentro di sé, sin dalla nascita, un progetto
esistenziale. Questo progetto è virtualità, ossia possibilità di essere secondo una forma che è già
in prospettiva, che ha già dei parametri ben precisi, ma che per diventare reale ha la necessità di
farsi storia in un certo tempo e in un certo luogo. Questo significa che l’uomo è una immagine, una parola che ha bisogno di essere incarnata nella storia. Ciò significa anche che, seppure una parte del progetto (quella essenziale) è inderogabile, vi è un’altra parte del progetto, quella che necessita del concorso di altre cause, che è lasciata alla libera costruzione individuale, e quindi alla possibilità per l’uomo di fare autocreazione, autoposizionamento storico (autoctisi storica in ontopsicologia).
Si tratta, in sostanza di dare attuazione a quel nucleo progettuale originario secondo le particolari
coordinate di tempo e di spazio del proprio vivere quotidiano. Soltanto in quest’ottica può dirsi che homo faber fortunae suae.
lunedì 26 luglio 2010
Ontopsicologia: scienza universale
Porres (Lima, Perù), Meneghetti in Brasile, nello Stato di Rio Grande do Sul, tiene un ciclo di conferenze patrocinate da diverse università: Università Federale del Rio Grande do Sul, Pontificia Università Cattolica del Rio Grande do Sul, Università di Valle do Rio Sinos. A maggio si reca a Riga (Lettonia), all’Istituto Internazionale di Psicologia Pratica. A giugno è in Uzbekistan per un ciclo di conferenze all’Università Statale di Fergana.
In un’intervista gli viene chiesto: “Come è possibile l’applicazione della metodologia ontopsicologica in situazioni e culture così eterogenee: dalla Cina al Giappone, all’America Latina, etc.?” “Rispondo con un esempio. Durante una delle lezioni svolte in Uzbekistan, alla presenza dei decani e di un ristretto gruppo di studenti, ho chiesto ad un volontario di raccontare un sogno recente, che avrei interpretato pur non conoscendo il soggetto né l’entourage culturale in cui questi vive. L’esperimento è riuscito in pieno, nel senso che in dettaglio minuzioso ho applicato le regole fondamentali della interpretazione dei sogni secondo la metodologia ontopsicologica – regole che sono sintetizzate nel piccolo volume “Prontuario onirico” – e la corrispondenza tra la simbologia onirica esposta e l’interpretazione circoscritta e dettagliata fatta da me è stata pienamente confermata dalla studentessa che aveva raccontato il sogno: corrispondeva “quella famiglia”, “quella nonna”, quello stile di vita, etc. Questo perché, anche se l’Ontopsicologia è nata in Italia, trattandosi di una scienza, la sua chiave di lettura è universale e valida in qualsiasi contesto essa venga applicata”.
giovedì 24 giugno 2010
Cuba e Ontopsicologia
Acapulco (Mexico). In questa occasione il Presidente della psicologia scientifica in URSS,
prof. B. Lomov, uno scienziato teso allo studio dei rapporti tra immagine e dinamica, si
mostra interessatissimo al concetto di campo semantico secondo l’intendimento della scuola
ontopsicologica (cfr. il testo “Campo semantico”).
In questa occasione, l’Ontopsicologia viene formalmente invitata nello stato di Cuba (4/
7 dicembre 1984) per parlare dell’“Ontopsicologia: una scienza d’avanguardia al servizio del
popolo” e “Una proposta alternativa all’ospedale psichiatrico: il residence ontopsicologico”.
Nel corso di tali conferenze, il direttore del Transnational Family Research Institute di
Washington, Prof. H.P. David, e l’incaricata ufficiale del Dipartimento Psichiatrico di Salute
Mentale dello Stato di California, Dott.ssa E. Pollach, convenzionano trattative per recarsi in Italia ed approfondire l’Ontopsicologia. Allo stesso tempo, il Presidente della Società Interamericana di Psicologia, Dott.ssa Isabel Reyes Lagunas de Carrillo, si preoccupa del come pubblicizzare la ricerca ontopsicologica presso gli “addetti ai lavori” nel Sud America. Inoltre, il presidente della Società Cubana di Psicologia della Salute e direttore dell’Ospedale psichiatrico di Habana, proprio per approfondire i metodi operativi della scuola ontopsicologica, manifesta l’interesse ad intervenire personalmente con una propria équipe ad un prossimo Congresso Internazionale di Ontopsicologia.
venerdì 21 maggio 2010
Modello psicoterapeutico ontopsicologico
mercoledì 21 aprile 2010
Psicosomatica: passaggi fondamentali
Inoltre, secondo le ricerche di MD Gershon la quantità di messaggi (sia esterni che interni) che il cervello addominale invia a quello centrale è pari al 90% dello scambio totale e per la maggior parte si tratta di messaggi inconsci.
La sostanza di tutto questo, secondo la conoscenza interdisciplinare dell’ontopsicologia è che bisogna arrivare all’Io pensante o Psiche. Il soggetto subisce una informazione esterna – che da lui/lei viene vissuta come un fatto traumatico, scioccante, contraddittorio, emotivamente insopportabile, doloroso – la quale attiva, cioè fa motivazione (= agire energia su uno scopo). A. Meneghetti spiega che l’ego(cettività) toccato dalla informazione traumatica semantizza, informa i tre sistemi interattivi nervoso, endocrino e immunitario (neurotrasmettitori, ormoni, linfochine, neuropeptidi, neuroni specchio). Nello schema cosciente, il soggetto conserva precisa la memoria del fatto traumatico e la convive con intensa emozionalità lirica e tragica. Ma non sa che quella memoria scrive anche somaticamente in qualche pagina del proprio organismo.
mercoledì 17 marzo 2010
La dinamica di natura dell’uomo in Ontopsicologia: la salute per la creatività
L’In Sé definisce cosa fare, l’Io logico storico trova il modo per farlo nella storia. Ecco perché, nel previsto originario della natura, l’Io logico storico è capace di quella fluidità che gli consente di reinventarsi costantemente, per poter sempre dare voce a questa spinta dell’In sé: quindi cambia i propri modi e non conosce fissazione e ripetizione. Quando si realizza questa dinamica, si raggiunge la salute per la creatività.
giovedì 18 febbraio 2010
Ontopsicologia
Dal greco ων οντος = essente; ψυχη = anima, mente; λογος = studio, discorso, pensiero.
L’Ontopsicologia è una corrente moderna che risulta dal progresso continuo raggiunto dalla psicologia del profondo chiamata psicanalisi.
La psicologia come forma di sapere c’è sempre stata ed ha fatto sempre parte della filosofia teoretica e della filosofia morale. Da un secolo a questa parte, in particolare da Sigmund Freud, si è differenziata dalla filosofia divenendo una disciplina sul modello medico. Successivamente altri ricercatori hanno ampliato ed abbandonato la psicanalisi ortodossa, per creare di fatto vari modelli di indagine.
L’Ontopsicologia, raccoglie quanto di meglio esiste nelle altre scuole e vi aggiunge un criterio che, praticamente, in mano ad un vero esperto, è metodologicamente esatto.
L’Ontopsicologia, partita dalla casistica clinica, dopo aver compreso e curato nevrosi e schizofrenia e risolto estremi psicosomatici, scopre nel fondo di ogni uomo un nucleo energetico con propria intelligenza dalla quale si articola qualsiasi accadimento del soggetto, psichico e fisico.
martedì 19 gennaio 2010
Coscienza
Esiste un egoismo base della natura fondato sull'identità ontica del soggetto. Tuttavia, se la coscienza dell'individuo monitorizza una situazione con una certa informatica, ma non riflette con esattezza e non ha coincidenza con il realismo di come stanno veramente le cose, è evidente che il soggetto possiede una coscienza deviata dalla propria entità di se stesso, ovvero alienata dalla propria identità di natura.
Approfondimenti su www.ontopsicologia.org
domenica 15 novembre 2009
Disinformazione come causa di sabotaggio
approfondimenti su www.ontopsicologia.org
giovedì 10 settembre 2009
Gli effetti del monitor di deflessione
per approfondimenti visita il sito ufficiale dell'Ontopsicologia
venerdì 7 agosto 2009
Ontopsicologia, come migliorare se stessi
mercoledì 8 luglio 2009
Evolvere il progetto di natura
Una volta individuato il progetto che ogni individuo porta con sé come patrimonio, il compito della pedagogia ontopsicologica è aiutare l’evoluzione e la crescita del bambino amplificando in modo funzionale le vocazioni, le attitudini, le propensioni, e quindi consentire all’individuo di conoscere se stesso e farsi, cioè costruirsi per come è in natura. Quindi educare ad una razionalità - via via sempre più adulta - che consenta di scegliere sempre in modo corretto per se stessi, con soddisfazione personale e sociale.
Capita invece che negli insegnamenti classici, dalla famiglia alla società, il progetto di natura dell’individuo non venga considerato come il principio di riferimento per conoscere ciò che è meglio per la persona.
A questo, viene sovrapposta l’informazione fissa e ripetitiva dell’opinione sociale, degli stereotipi, dei luoghi comuni, dei memi. Tutte informazioni che portano il bambino a crescere secondo regole e criteri esterni e non secondo il proprio criterio interiore.
Un’inclinazione verso un’arte, una disciplina, una professione che il bambino ha alla nascita il più delle volte non viene vista, considerata cosicché non si educa il bambino a seguirla, coltivarla, ad evolverla. Ma gli si insegna a seguire un’altra arte, disciplina o professione perché, per esempio, viene praticata da generazioni in famiglia ed è quindi tradizione proseguirla, oppure è una professione che ha più riuscita sociale, più guadagno, più richiesta.
Ma questa professione, diciamo aggiunta, era “nelle corde” del bambino? Da adulto potrà esercitarla con passione e soddisfazione perché ha realizzato nella sua storia le scelte verso le quali era naturalmente portato?
L’adulto, anche se ha preso strade diverse, può recuperare la strada del proprio progetto di natura che esite ancora costretto sotto tutte le informazioni che fin da piccolo la famiglia, la società, la cultura, gli ha sovrapposto. Questo è il compito dell’Ontopsicologia che consente all’uomo la possibilità razionale di riscoprire ed evolvere se stesso secondo la particolarità del proprio progetto.
Certo, è ovvio che l’individuo dovrà riscrivere molte delle proprie regole, fare dei compromessi con la società, non cancellerà tutto quello che ha fatto e quello che è diventato ma cercherà di recuperare e dare spazio a quello che non ha mai evoluto di sé e che è ancora possibile sviluppare.
Tutta la visione ontopsicologica in riferimento alla pedagogia è l’attenzione ai codici della vita che il bambino ha in dote alla nascita e l’adattamento progressivo di questo progetto base all’elaborazione della costruzione e responsabilità sociale dell’individuo.
venerdì 12 giugno 2009
l’uomo sulla via dell’autorealizzazione
Ciò che dell'inconscio interessa di più all'Ontopsicologia non è il Sé, ma l’In Sé ontico, un Sé più radicale che coincide con la natura umana connaturata nel soggetto. Un Sé le cui dinamiche vengono illustrate in modo scientifico: con fenomenologia sperimentale e astrazione teorica. E l’autorealizzazione viene intesa come attuazione del progetto di natura. La strada all’autorealizzazione non è un percorso a tappe che si delinea lungo l’intera vita, ma la realizzazione è fatta di scelte che in ogni momento e in ogni situazione rispondono all’alternativa tra crescita e regressione. Ogni momento, ogni essere umano è chiamato a realizzarsi completamente mettendo in atto la soluzione ottimale nel qui e adesso della situazione in cui si trova.